© Ass. Santacittarama, 2010. Tutti i diritti sono riservati.
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Tradotto da Gabriella De Franchis
Tratto dal libro "Freeing the heart", reperibile dal sito www.amaravati.org .
Leggere il cuore
Quindi non si tratta di dovere imparare prima una grande quantità di conoscenze e di doverle capire in modo razionale. Ho sentito che Ajahan Chah spesso incoraggiava i suoi discepoli a mettere da parte i libri; "Leggete il libro del cuore", diceva, perché è lì che sta la vera conoscenza, e lì che può sorgere la vera comprensione". A quel tipo di soddisfazione che deriva dalla conoscenza delle cose attraverso i libri, alla soddisfazione della conoscenza intellettuale, siamo abbastanza abituati, ma la comprensione della realtà attraverso l’esperienza, che può essere molto semplice e diretta, è un’altra cosa.
Spesso ci manca la sicurezza per andare avanti in questo tipo di ‘indagine personale’. Molti aspetti del nostro condizionamento culturale e della nostra educazione ci hanno reso più deboli. Nel mondo moderno c’è la tendenza ad essere ossessionati dalla personalità e dall’immagine, da facili felicità ed eccitazioni, e cresciamo con questa tendenza a pensare che tutti gli altri sanno come essere felici e noi non lo sappiamo. Guardiamo sempre le altre persone per avere una conferma, o per avere approvazione o perché ci dicano come stanno le cose, come dovremmo essere e come possiamo essere felici. Ma, in realtà, ognuno di noi lo può sapere solo da se stesso. Il Buddha diceva proprio questo. Ha fornito centinaia d’insegnamenti per aiutare le persone, insegnamenti che portano l’attenzione verso l’interno e che danno indizi e consigli su cosa guardare e su come guardare ciò di cui facciamo esperienza, per potere raccogliere i risultati migliori.
Una volta, mentre era con un folto gruppo di monaci nella foresta, il Buddha prese una manciata di foglie e chiese ai bhikkhu: "Sono di più le foglie della foresta o quelle che si trovano nella mia mano?". They said "Well, of course, all the leaves of the forest there are many more than are in your hand." He said: "Exactly. All the leaves of the forest can be compared to what I know, but the leaves in my hands as I teach you, because this is what leads to liberation."
So we seek knowledge of many things and actually get it, but this does not necessarily lead us toward the goal, towards freedom. The right way is to draw directly on what the Buddha has given us and the fundamental teachings are very simple. What will lead us to see the end of dukkha is this consciousness which we discussed: the awareness of dukkha, the understanding of dukkha.
In the teachings on the Four Noble Truths, the first truth says, 'there is dukkha', and the signs urge to understand it. The second truth claims, 'is the cause of dukkha' and the instructions say that the case, once we are aware, should be abandoned.
you could say that the Buddha said that the cause of dukkha is tanha , greed, but this does not help us to abandon it does not help us understand what it is, does not help us understand how it arises in us, we must do all this work alone.
La terza Verità è sulla realizzazione della cessazione di dukkha, e la quarta Verità è quella che indica il sentiero che conduce alla completa liberazione. Ma per sentiero s’intende semplicemente la comprensione del dukkha e l’abbandono delle sue cause in ogni momento: non è un lavoro che può essere fatto in futuro e non è un lavoro che può essere fatto tra un minuto, può essere fatto solo ora.
Quindi, se guardiamo attentamente, in realtà non è un’impresa impossibile; perché possiamo occuparci delle cose momento per momento, siamo capaci di farlo se ce ne diamo la possibilità, e non cerchiamo di farci carico di cose che vanno oltre questo momento. La Its simplicity lies in this, although, as we often say: "It seems easy, but it is not." Perhaps because of our habit to make us full of too many things, they want too. Do not think that the release is far away, should not be that way, it is always here and now, at your fingertips. The Dhamma can be seen here and now.
is often stated that the trail is gradual, but it is not something that is done only in stages, ie before it grows the first aspect of the path and then the second, or working on the first foundation of awareness and then on the second. And 'all of this that gathers in the practical time and it is a spiral of understanding che si approfondisce: può sorgere in un attimo e approfondirsi col tempo.
(continua)
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